Luigi Micarelli
Gli studenti, lavorando in coppia, cercano di migliorare ciò che hanno scritto. In questo caso il lavoro di revisione si svolge alternativamente prima su uno scritto e poi sull'altro, e solo l'autore dello scritto sotto esame ha l'ultima parola se cambiare o meno qualcosa. In caso di punti non chiari, su cui non ci sia l'accordo tra gli studenti, questi possono chiamare l'insegnante e sottoporgli il punto in discussione. Quindi la revisione è la messa a punto del testo che può comprendere il controllo e la verifica:
- degli aspetti ortografici;
- degli aspetti morfosintattici;
- della coerenza e coesione del testo;
- degli aspetti pragmatici; ecc.
Nel corso del seminario un laboratorio è stato dedicato all'osservazione di un filmato video in cui tre coppie di studenti si cimentavano nella revisione dei testi scritti. Ai partecipanti erano stati assegnanti due compiti:
2) notare che succede tra i due studenti nel momento in cui uno dei due rileva un ipotetico errore, come raggiungono una soluzione.
Qui di seguito vengono riportate le parti degli scritti su cui si sono visti gli studenti svolgere il lavoro di revisione, con l'elenco dei punti discussi e la discussione che ne è seguita.
Legenda: S
= lo scrittore
A
= l'altro
I
= l'insegnante
Livello: I, dopo circa 50 ore di studio
Compito: scrivere una lettera all'insegnante
Nazionalità: GIAPPONESE - svedese (in maiuscolo l'autrice del testo)
Testo:
Caro Claudio,
sono arrivata a Roma le tre settimane
scorso. Ma non posso parlare italiano bene.
Mi impaziento. Sono
venuto in Italia, questo tre volte.
Punti di discussione Discussione
scorso A. chiede il significato
S. risponde in inglese
A. propone fa
S. accetta
articolo le A. propone di toglierlo senza dare una motivazione
S. toglie l'articolo
mi impaziento A. chiede il significato, usa il vocabolario,
propone di aggiungere il verbo essere
S. accetta
impaziento A. propone al femminile impazienta
A. non è sicura, chiama l'insegnante e domanda se va bene
I. risponde impaziente
A. chiede perché
I. risponde
A. pone una domanda sull'uso del soggetto io
I. risponde
S. pone una domanda (incomprensibile)
I. risponde
questo tre volte A. chiede una spiegazione sul significato
S. accenna una spiegazione
A. chiede se è corretto
S. non sa rispondere
A. cerca di riformulare
usa il dizionario
propone terzo
S. scrive la riformulazione
A. ha un dubbio su terzo, chiama l'insegnante e domanda se terzo o terza
I. risponde terza
Nel lavoro sono stati revisionati 5 punti; tutti e 5 sono stati scelti dall'Altro.
Livello: III, dopo circa 220 ore di studio
Compito: rispondere ad una lettera apparsa su di un quotidiano, in cui una madre si lamenta del comportamento di sua figlia.
Nazionalità: AUSTRIACA - tedesca
Testo:
Signora,
si trova in una
situazione molto dificile per lei. Ma mi sembra che e molto importante nella
sua situazione di cambiare la sua opinione. La sua figlia ha già 22 anni e ha
deciso di avere un amico di 30 anni. E perciò lei deve acceptare la decisione
della sua figlia. Probabilmente sarà bene que lei accepta l'uomo e tenta di
capire la situazione di questo uomo. Altrimenti penso che la sua figlia si
allontagnara della famiglia.
Oltre a ciò lei non
deve acceptare che la figlia e questo uomo usanoi servizzi della sua famiglia
gratuitamente. Perché deve parlare con i due per gli spiegare la sua opinione
tranquillamente.
dificile A. propone due f
per lei S. anticipa il dubbio dell'Altra dicendo che è corretto
A. chiede spiegazioni sulla frase
non è convinta; si sofferma su per lei
S. riafferma che è corretto
A. "per lei è doppio"; propone di toglierlo
S. non è d'accordo; traduce la frase in tedesco
A. parla in italiano; propone di togliere per lei
S. non riesce a convincerla; rimanda a dopo all'insegnante
accento su e A. corregge direttamente sul foglio
acceptare A. propone la correzione, senza la p
S. controlla sul dizionario
della sua figlia A. propone di togliere l'articolo
S. chiede conferma sul motivo
A. conferma
S. accetta e cambia
que A. propone la correzione
S. accetta
questo uomo A. propone l'apostrofo
S. accetta
articolo davanti a la sua figlia S. si ricorda e chiede conferma su togliere l'articolo
A. conferma
S. si ricorda e cambia
della sua famiglia S. chiede se è necessario l'articolo
A. non è sicura se è necessario
S. propone di lasciare l'articolo
A. rimanda a dopo all'insegnante
il pronome gli A. chiede se il pronome è corretto
S. risponde affermativamente
A. non è convinta; rimanda a dopo all'insegnante
Riassunto
Nel lavoro sono stati revisionati 11 punti: 8 sono stati scelti dall'Altro e 3 dallo Scrittore. è da notare come i 3 punti scelti dallo Scrittore fossero già stati discussi in precedenza, in pratica non rappresentavano nuovi punti.
Livello: VI, dopo circa 460 ore di studio
Compito: completare il racconto di Gianni Celati: "L'isola in mezzo all'Atlantico".
Nazionalità: GIAPPONESE - tedesca
Testo:
Siccome il
radioamatore voleva sapere perché lui diceva che avrebbe lasciato l'isola
l'indomani, ha cominciato a cercare Archie con la sua fidanzata. La prima cosa
che loro avevano saputo di Archie era che lui aveva moglie, poi loro hanno
scoperto che l'isola in cui Archie abitava si trova al largo delle coste
scozzesi, quindi Archie avrebbe potuto essere scozzese, se no, almeno potevano
immaginare che Archie non fosse italiano dal motivo per cui lui non parlava
italiano nemmeno una volta, e sempre parlava inglese nel momento in cui loro
comunicavano.
Dunque, il
radioamatore italiano e la sua fidanzata hanno organizzato il viaggio per
trovare questa persona che era punto interrogativo per loro.
a chi si riferisce il pronome soggetto lui A. solleva un dubbio
S. si accorge che ci potrebbe essere un'ambiguità
A. dice che va bene così
S. le rimane il dubbio ma non cambia
avrebbe lasciato A. legge lentamente come se non fosse convinta
S. anticipa la domanda dicendo che l'ha copiato
A. abbandona il punto
voleva sapere S. torna indietro e solleva un dubbio sull'uso dell'imperfetto
A. dice che è corretto; dà una breve spiegazione
articolo davanti a moglie A. solleva un dubbio e propone di mettere un articolo
S. accetta e mette l'articolo
era sposato invece di aveva moglie A. propone il cambio
S. aggiunge la proposta
imperfetto al posto del presente si trova A. domanda se si trova è presente (in realtà chiede se è corretto)
S. anticipa e mette l'imperfetto
A. non è più sicura, chiede di analizzare ancora
S. spiega perché l'imperfetto è meglio
A. concorda
aggettivo scozzesi A. solleva un dubbio sull'aggettivo in -i
S. dà una spiegazione convincente
A. accetta
avrebbe potuto essere A. solleva un dubbio sull'uso del condizionale
S. dà una spiegazione convincente
A. accetta
dal motivo per cui A. chiede se l'espressione va bene
propone di scrivere perché
S. accetta
nemmeno una volta A. chiede una spiegazione sul significato
S. dà una spiegazione convincente
preposizione in in parlava italiano A. propone di mettere la preposizione in
S. non accetta, mostra sicurezza sulla possibilità che sia giusto
A. abbandona il punto
nel momento in cui A. chiede se è giusto
S. non dà una spiegazione ma mostra sicurezza
A. afferma che si fida e abbandona il punto
l'imperfetto al posto di hanno organizzato A. chiede di rivedere dall'inizio l'uso dei tempi
S. dà una spiegazione ripartendo dall'inizio dello scritto
l'espressione punto interrogativo A. chiede se esiste questa espressione
S. dice che l'ha inventata
A. chiede se esiste in giapponese
S. risponde affermativamente
A. (la spiegazione non è accettabile)
cerca un'alternativa, e insieme trovano misterioso
S. accetta
Nel lavoro sono stati revisionati 14 punti: 13 punti sono stati scelti dall'Altro e 1 dallo Scrittore. Dei 13 casi in cui è stato l'Altro a scegliere i punti proponendo un'alternativa, lo Scrittore ne ha accettati 4; in altri 7 casi lo Scrittore ha dato una spiegazione per affermare la sua proposta.
I 3 filmati esaminati non possono naturalmente rappresentare un campione rappresentativo di ciò che accade durante una revisione tra pari, ma possono solamente darci un'indicazione di una possibile tendenza che ci auguriamo possa essere oggetto di future osservazioni. A prima vista risulta evidente che la quasi totalità dei punti di discussione siano stati scelti dall'Altro, come se ci fosse una predisposizione iniziale da parte dello Scrittore a delegare completamente all'Altro la revisione, parlo di predisposizione iniziale in quanto in molti punti lo Scrittore non ha accettato passivamente ciò che l'Altro proponeva. Allora se prendiamo per valida questa tendenza è a mio avviso necessario studiare strategie per rendere lo Scrittore più critico verso ciò che ha scritto, cercando per quanto ci è possibile di aggirare atteggiamenti di delega. Il messaggio che lo Scrittore sembra mandare all'Altro all'inizio del lavoro di revisione è del tipo: "Vediamo cosa trovi che non è corretto", messaggio a mio avviso non di sfida ma appunto di delega. Una possibile strada potrebbe essere quella di far precedere la revisione tra pari da una revisione individuale.
Un secondo aspetto da considerare è: quanto lo studente è coinvolto nel lavoro di revisione di uno scritto non suo? Mi spiego meglio. Abbiamo visto come la maggioranza dei punti sia stata scelta dall'Altro: in alcuni casi lo Scrittore ha accettato le modifiche proposte dall'Altro e in altri le ha rifiutate dando spiegazioni più o meno valide. Davanti ad una spiegazione data dallo Scrittore per "difendere" il suo scritto che possibilità ha l'Altro?
Credo che ne abbia principalmente 3: portare argomentazioni più convincenti; chiamare l'insegnante per dirimere la questione; abbandonare il punto in discussione, ("Lo scritto è il tuo").
Naturalmente dobbiamo evitare che scelga la terza possibilità.
La prima osservazione che possiamo fare avendo visto il materiale video, è che sono presenti, come peraltro immaginabile, stili diversi di interazione tra gli studenti.
Il primo filmato ci mostrava, a mio avviso, una relazione in cui le studentesse si sono collocate su due piani diversi, e i loro comportamenti si intrecciavano in modo da completarsi. Vi era infatti la studentessa svedese che guidava in pratica il lavoro scegliendo
- i punti da modificare;
- i tempi della chiamata dell'insegnante.
Il tutto avveniva in una atmosfera in cui la Scrittrice accettava questa conduzione da parte dell'Altra, ponendosi in una posizione di "inferiorità" rispetto all'Altra. L'Altra si dimostrava più competente e la Scrittrice ascoltava. Per questo dico che i comportamenti delle studentesse si completavano, nel senso che esiste una complementarità nel momento in cui "tu" occupi una posizione di superiorità ed "io" accetto questo mettendomi in una posizione subalterna.
Il secondo filmato ci mostrava una relazione che per molti versi era opposta alla prima. In alcuni casi le studentesse tendevano a porsi su un piano di uguaglianza, di uguale autorità sul punto grammaticale che veniva dibattuto, e questa "uguaglianza" faceva scivolare a volte l'interazione in una relazione competitiva. Spesso le due studentesse non erano d'accordo su un punto (o su chi era tra di loro "l'esperta"), e nessuna delle due voleva lasciare il passo all'altra. In 2 momenti quando l'Altra ha proposto delle modifiche di carattere lessicale la Scrittrice ha voluto verificare sul dizionario la correttezza della proposta fatta.
Il terzo filmato ci mostrava una relazione invece che ci riporta per certi versi alla situazione vista nel primo filmato. Vale a dire un tipo di relazione in cui il comportamento delle studentesse si intrecciava in modo da integrarsi. Alternativamente le due studentesse occupavano la posizione dell'esperto, senza che questo, almeno all'apparenza, desse in qualche modo fastidio all'altra. Un motivo d'interesse era la tecnica adottata dall'Altra per sottoporre i punti di discussione: non si poneva in modo frontale allo Scrittrice ma mandava segnali per indicare: "questo punto non mi convince"; e questi segnali erano principalmente il silenzio, la sospensione della frase, la rilettura del punto in questione o la domanda esplicita.
Nei diversi stili che possiamo rilevare nel lavoro di revisione tra pari hanno indubbia pertinenza delle caratteristiche personali dei partecipanti ad un lavoro di questo genere, nel senso di quanto poi "io" sono disponibile al lavoro con un altro pari. Oltre a questo vi è un altro fattore che interviene; e cioè quanto lo Scrittore riconosce all'Altro una competenza nell'analisi e nella riflessione sulla lingua. Se non c'è il riconoscimento di questa competenza è abbastanza improbabile che lo Scrittore accetti che l'Altro intervenga in ciò che ha scritto.
Allora quanto più "io" riconosco all'altro una competenza maggiore o uguale alla mia, tanto più ascolto e prendo in considerazione le modifiche che mi vengono proposte. Quindi, condizioni "favorevoli" per un proficuo lavoro di revisione possono essere quando: lo Scrittore riconosce all'Altro una competenza maggiore o simile alla propria. Condizione sfavorevole può essere quando: lo Scrittore riconosce all'Altro una competenza minore della propria.
Tutto questo come insegnanti ci tocca da vicino, in quanto nel formare le coppie dobbiamo tenere presente che nel lavoro potrebbe intervenire questa percezione che uno ha delle proprie e delle altrui capacità linguistiche. Quindi: CURA E ATTENZIONE NEL FORMARE LE COPPIE.
Nel primo filmato l'insegnante è stato chiamato ogni qual volta gli studenti non sono riusciti a trovare una soluzione soddisfacente ai punti in discussione. Questa modalità di relazione con l'insegnante è la più auspicabile, nel caso in cui però i due studenti sono arrivati al termine di una discussione in cui ognuno ha espresso le proprie opinioni senza convincere l'altro.
Nel secondo filmato l'insegnante è stato chiamato al termine del lavoro e gli sono stati sottoposti tutti i dubbi insoluti. Questa modalità è invece da scoraggiare in quanto vi potrebbe essere uno scivolamento del lavoro verso una superficialità; i punti sollevati vengono discussi per pochissimo tempo e quindi rimandati all'insegnante tutti insieme al termine del lavoro.
Nel terzo filmato l'insegnante non è stato chiamato mai. La domanda da farci è: "perché ?". Un elenco di possibili risposte:
- i due studenti hanno una competenza molto alta;
- i dubbi sollevati hanno trovato una soluzione soddisfacente;
- i dubbi sollevati non erano interessanti tanto da chiamare l'insegnante;
- i due studenti non hanno voluto mettere sotto esame le proprie capacita di analisi;
- ecc.
In ogni caso qualunque sia la risposta corretta (se esiste) non possiamo essere "soddisfatti" come insegnanti di un simile atteggiamento, ma non perché venga sminuito il nostro ruolo o venga messa in discussione la nostra indispensabilità, ma perché non sappiamo quanto venga sollecitato lo spirito critico degli studenti rispetto agli scritti, e quanto le possibili proposte alternative vengano accettate con superficialità e senza una reale convinzione e accettazione da parte dello scrittore. Quindi: INVITARE CON FORZA GLI STUDENTI A CHIAMARCI IN CASO DI PUNTI CONTROVERSI e SCORAGGIARE REVISIONI CHE SCIVOLANO VERSO UNA SUPERFICIALITÀ.
Nel secondo filmato le studentesse erano della stessa madre lingua e in un caso una vi ha fatto ricorso per spiegare all'altra cosa intendeva dire. L'osservazione che possiamo fare in merito è che avere la stessa madre lingua è come avere un retroterra condiviso nel quale si può sconfinare. Mentre invece il fatto di avere una diversa lingua di provenienza in qualche modo ci costringe a sviluppare una curiosità verso l'altro. Uno deve cercare di capire con esattezza cosa l'altro intende dire, e viceversa. Quindi: BLOCCARE L'USO DI QUALSIASI LINGUA CHE NON SIA LA LINGUA STUDIATA