Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo
di
Paolo Torresan
a.
Il gioco come risorsa
Il gioco della caccia al tesoro, presentato ad una classe di
stranieri che studiano l’italiano in Italia, può:
1.
favorire scambi autentici con i nativi
2.
permettere un rinforzo lessicale
3.
stimolare un lavoro cooperativo
4.
attivare meccanismi di inferenza e di deduzione
5.
favorire l’acquisizione della lingua (cf. The
rule of forgetting, Krashen).
b.
Presentazione del gioco alla classe
1.
Si scrive alla lavagna la parola “tesoro”. Se nessuno la conosce, si disegna un
forziere.
2.
Si scrive alla lavagna la parola “caccia”. Se nessuna la conosce, si mima il
cacciatore.
3.
Si spiega quindi il significato di “caccia al tesoro”, si illustrano le regole,
il tempo limite, eventuali premi.
4.
Si formano le squadre (nell’articolo non useremo altri termini, con
l’intenzione di sottolineare il carattere competitivo dell’attività. Tuttavia,
il gioco funziona meglio con gruppi ristretti, fino alla situazione ottimale
della coppia).
5.
Si informano gli studenti che dovranno chiedere alcune informazioni ai
negozianti e/o ai passanti, ed è possibile che ricevano un SMS. Al termine del
gioco, i componenti di ogni gruppo entreranno in possesso di una busta, da aprire
però solo una volta ritornati in classe.
A
ciascuna squadra, fuori dall’aula, viene consegnato il primo biglietto: la
“caccia” ha inizio.
c.
Un esempio
Presentiamo
quattro percorsi realizzati per una classe di studenti di livello Principiante
della Dilit International House.
L’area coinvolta è quella limitrofa alla scuola, nei pressi della stazione Roma
Termini. Ogni percorso è contraddistinto da biglietti di uno stesso colore:
giallo, verde, azzurro, rosso.
I
percorsi sono grossomodo equivalenti in termini di tempo.
Nel
box a sinistra sono riportate le
istruzioni (quindi i messaggi contenuto nei biglietti), in quello di destra le
soluzioni.
L’unico
percorso che non è stato possibile realizzare è quello rosso, vista l’assenza
di alcuni studenti nel giorno dell’attività. Ho deciso comunque di presentarlo,
pur tralasciando di menzionare alcuni dettagli (il nome dell’hotel e le indicazioni relative
all’edicola).
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Percorso giallo |
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1.
SIAMO PIENI DI INFORMAZIONI. IO STO A SINISTRA E HO QUALCOSA PER TE |
Nell’atrio,
appena fuori dalla classe, ci sono due computer.
In quello di sinistra c’è una cartella sul desktop, “caccia al tesoro”, con all’interno un file di testo, in cui si avvisa di
controllare la posta elettronica. All’indirizzo di uno degli studenti è stato
inviato un e-mail, con la seconda
istruzione |
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2.
“CARISSIMI COME STATE? TUTTO BENE? ANDATE IN SEGRETERIA, C’È QUALCOSA PER
VOI” |
Gli
studenti devono chiedere alla segreteria il terzo biglietto. |
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3.
SIAMO DUE GIAPPONESI, MARITO E MOGLIE, E CERCHIAMO CASA. PUOI TROVARCI AL BAR |
Il
biglietto è nascosto dietro un’inserzione affissa nella bacheca del bar della
scuola |
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4.
CERCA L’INSEGNANTE XXXX: QUALCOSA TI DEVE DARE |
Gli
studenti tornano in segreteria a chiedono in quale aula si trova l’insegnante
XXXXX |
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5.
VAI NELLA SEDE DELLA SCUOLA CHE SI TROVA IN VIA VARESE. APPENA ENTRI C’È UNA
DONNA CHE UNA BUSTA TI DARÀ |
La
busta, consegnata dalla portinaia, reca all’interno il seguente indovinello
da ricomporre e risolvere: SE DICI IL MIO
NOME, IO NON
ESISTO Più. CHI SONO? |
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Percorso verde |
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1.
SONO L’UNICA SENZA NOME.... ENTRA E POI ... GIRA LA CHIAVE! |
Si
tratta della porta del bagno, l’unica che anziché avere una scritta (com’è
invece per le aule: A, B, C, D, etc.)
è contraddistinta da un disegno. Gli studenti devono girare la chiavetta del
contenitore degli asciugamani di carta. |
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2.
SONO UNA PIANTA DEL GIARDINO E HO TANTA SETE. PUOI FARE QUALCOSA PER ME? |
Una
volta capìto che devono annaffiare una pianta (non importa quale), gli
studenti cercheranno la canna dell’acqua, dentro alla quale si trova
arrotolato il biglietto successivo. |
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3.
VAI AL PRIMO PIANO E .... “BUONGIORNO PRINCIPESSA!” |
Al
primo piano c’è una videoteca. Le chiavi per aprirla sono però in depositate
segreteria, per cui gli studenti sono costretti a ridiscendere le scale e a
chiederle alla segretaria. Una
volta presa la videocassetta de La vita
è bella, cercheranno invano un biglietto all’interno, fino a che non si
decideranno ad inserirla in un videoregistratore: l’insegnante si sarà
videoripreso (ovviamente in una cassetta vergine con cui ha sostituito
l’originale) ad assegnare il compito successivo. |
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4.
“SALVE C’E’ QUALCOSA PER TE!! E SENZA FRANCOBOLLO ED è SULLA «E»” |
Il
biglietto è all’interno di una busta inserita nella casella “E” della posta
degli studenti. |
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5.
MI DISPIACE MA NON C’È POSTA PER TE. ACCENDI IL CELLULARE E ASPETTA. |
Si
tratta di un SMS inviato dall’insegnante. |
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6.
“IN CLASSE DEVI TORNARE E DENTRO AL QUADERNO DEVI CERCARE” |
Dentro
alla busta si trova l’indovinello da ricomporre e da risolvere: SE DICI IL MIO
NOME, IO NON
ESISTO Più. CHI SONO? |
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Percorso azzurro |
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1.
C’È UN UOMO CHE SCENDE LE SCALE. SCENDI ANCHE TU, MA AL 17 TI DEVI FERMARE.
GUARDA A DESTRA: C’è UN FRUTTO. NON LO MANGIARE. |
Si
tratta di un cartello appeso al muro che indica l’uscita di sicurezza (c’è un
omino verde che scende la scale). Gli studenti scenderanno diciassette
gradini e troveranno, nascosto sulla destra, un limone di plastica, con
all’interno un biglietto. |
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2.
SONO NEL GIARDINO IN ATTESA, è DA TANTO CHE NON FACCIO LA SPESA. |
Si
tratta di un carrello della spesa depositato in giardino, dentro al quale ci
sta il biglietto successivo. |
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3.
TI ASPETTO QUI. SONO SENZA FRANCOBOLLO E SONO SULLA «P»” |
Il
biglietto è all’interno di una busta inserita nella casella “P” della posta
degli studenti. |
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4.
SONO UNA DONNA CON DUE BAMBINI. TI VEDO OGNI MATTINA MENTRE ENTRI A SCUOLA,
MA NON MI SALUTI MAI E IO MI SENTO TANTO SOLA. |
Si
tratta di un bassorilievo vicino all’ingresso. |
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5.
SE UN GIORNO CON GLI AMICI UN GIRO PER ROMA VUOI FARE, DIMMI UN PO’, DOVE TI
POTRAI RECARE? |
Il
proprietario di un negozio di noleggio di bici e moto che si trova a pochi
passi dalla scuola, consegnerà la busta con l’indovinello da ricomporre e
risolvere: SE DICI IL MIO
NOME, IO NON
ESISTO Più. CHI SONO? |
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Percorso rosso |
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1.
SEMPRE PIÙ IN ALTO, SEMPRE PIÙ IN ALTO E POI LÌ UN NUMERO DEVI FARE |
Gli
studenti salgono fino alla terrazza sul tetto. Sopra un tavolino c’è un
cellulare, con il simbolo dell’SMS ricevuto che lampeggia |
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2.
TELEFONA AL NUMERO XXXXXXXX (HOTEL XXXXXX) |
Gli
studenti devono telefonare al numero indicato, il portinaio dell’albergo dà
loro le indicazioni per raggiungere l’edificio. Una volta giunti, verrà
consegnato loro un biglietto. |
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3.
SONO il giornale. VIENI A PRENDERMI ALL’EDICOLA CHE C’è ALL’INCROCIO TRA VIA
XXXXXXXX E VIA xxxxxxxxxxxxxx |
Gli
studenti si dovranno recare nell’edicola indicata e chiedere il quotidiano
“Il Giornale”. Dentro al quotidiano, in accordo con l’edicolante, è stato
inserito un biglietto. |
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4.
TORNA In CLASSE C’è QUALCOSA CHE DEVI ASCOLTARE |
Sopra
il tavolo, in classe, sono state sistemate diverse audiocassette, a fianco di
un registratore. Una sola riporta le indicazioni dell’insegnante, mentre le
altre sono di vario genere: una conferenza sulle energie alternative, una
musica new age, un valzer, un dibattito acceso tratto da
“Radio Radicale”; la canzone “vaffanculo” di Marco Masini; un acuto lirico;
una omelia tratta da “Radio Maria”; pubblicità. |
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5.
“LA LAVAGNA è SPORCA” |
La
busta è arrotolato all’interno dello straccio con cui si pulisce la lavagna.
L’indovinello da ricomporre e da risolvere è il seguente: SE DICI IL MIO
NOME, IO NON
ESISTO Più. CHI SONO? |
d.
Osservazioni finali
L’insegnante è tenuto a controllare l’andamento del gioco senza dare alcun supporto linguistico: gli studenti possono portarsi dietro un dizionario.
Per
un livello avanzato si possono sperimentare le seguenti varianti:
1.
formulare le istruzioni contenute nei bigliettini nel dialetto del luogo, in
modo che gli studenti siano obbligati a fermare i passanti per chiedere la
traduzione. Una caccia al tesoro realizzata a Venezia secondo questi criteri,
per una classe di livello medio-progredito, si è rivelata un’ottima occasione
per arricchire le strategie di negoziazione;
2.
far in modo che una squadra inventi il percorso, scriva e nasconda i
bigliettini per la squadra avversaria e viceversa. Sempre a Venezia ho
realizzato un’esperienza di questo genere, contando sulla preziosa
collaborazione della collega Elena Ballarin (Centro Linguistico Interfacoltà).
Con l’obiettivo di realizzare un percorso originale e interessante per l’altra
squadra, gli studenti (di livello progredito) si sono seriamente documentati
sulla storia, le leggende e le curiosità popolari veneziane.
Un’ultima
precisazione: anziché un identico indovinello da ricomporre alla fine (tratto
nel nostro esempio da La vita à bella
di Benigni, e la cui soluzione è: il
silenzio), può essere previsto un qualsiasi altro compito, magari
differenziato per ogni squadra, purché il grado di difficoltà linguistica sia
lo stesso. Assegnare un compito finale ha lo scopo di offrire una chance in più per le squadre meno veloci
a trovare i biglietti: non è raro che la squadra che fa ritorno in classe per
seconda sia la prima a risolvere il compito.